I sintomi depressivi nei giovani medici

Douglas A. Mata, della Harvard Medical School, e altri ricercatori, hanno da poco pubblicato un’importante meta-analisi di studi condotti sull’incidenza della depressione nei medici professionisti.

I sintomi depressivi possono manifestarsi in qualunque persona a prescindere dalla professione che svolge.
Se è vero che per chiunque è un diritto/dovere verso sé stesso prendere atto del proprio malessere ed accedere alle cure, per un professionista che opera nel settore sanitario c’è una responsabilità in più: quella dei propri pazienti.
Un medico depresso, infatti, rischia di prestare un’assistenza mediocre e di aumentare le possibilità di errore clinico.
Gli autori di questo studio hanno concentrato la loro attenzione sui primi anni della formazione medica. Periodo, questo, molto spesso caratterizzato da notevole stress a causa dei lunghi turni di lavoro, e da un notevole impatto emotivo nello svolgere la professione. Spesso, inoltre, l’ingresso nella professione medica significa assumersi grandi responsabilità nei confronti dei pazienti, a dispetto di un ruolo marginale all’interno del team medico.
Lo studio ha analizzato tutte le ricerche fatte su questo tema dal 1963 al 2015, rivelando come la prevalenza di depressione o di sintomi depressivi nei giovani medici sia del 28.8%. Inoltre è emerso un piccolo, ma costante e significativo, aumento della percentuale dei depressi nei 52 anni presi in considerazione dallo studio.
Gli autori auspicano una maggiore attenzione sui fattori che influiscono negativamente sulla salute mentale dei giovani medici, in modo tale da poter attuare degli efficaci piani di prevenzione e di cura.
Il pregio di questo studio è, sicuramente, quello di aver riportato luce su un fenomeno molto spesso troppo sottovalutato sia dalle équipe sanitarie, sia dallo stesso clinico che vive in prima persona lo stato di malessere.
Lavorare in ambito sanitario implica sempre l’avere la responsabilità di sé stessi e delle persone di cui ci si prende cura. Questa responsabilità comprende sempre, non solo le proprie competenze tecniche, ma anche il proprio benessere psicofisico.