L’ansia cronica e lo stress prolungato provocano danni cerebrali

L’ansia è una sensazione di disagio, nervosismo, preoccupazione accompagnata da reazioni fisiologiche di eccitazione (come sudorazione, tremore, vertigini, tachicardia).

Paura e stress implicano anch’essi un’attivazione neurofisiologica. La paura è la risposta emotiva ad una percepita minaccia, lo stress è una risposta adattiva ad un nuova condizione o domanda.

Ansia, paura e stress, di per sé, sono reazioni emotive normali se occasionali e temporanee. Sono emozioni che tutti noi sperimentiamo nella vita quotidiana.
Quando però queste diventano preponderanti e si cronicizzano, influenzano negativamente la vita quotidiana ed interferiscono in tutte le sfere della propria vita (lavoro, scuola, relazioni).
L’ansia, nell’immaginario comune, è considerata sempre come uno stato negativo e disadattivo, mentre ad esempio la paura è considerata una reazione normale ed importante per la sopravvivenza.
In realtà anche la paura può essere patologica, generando un disturbo chiamato “fobia”.
Anche lo stress, se prolungato, può condurre a stati patologici che influenzano negativamente il sistema immunitario, quello metabolico e anche quello cardiovascolare.
Ansia, stress e paura sono correlati tra loro dal fatto che hanno in comune l’attivazione degli stessi meccanismi (neuroendocrino, eccitazione) e degli stessi neurocircuiti cerebrali.

Le conseguenze di ansia e stress cronici
Un gruppo di ricercatori del Rotman Research Institute at Baycrest Health Sciences ha pubblicato una revisione di studi che hanno esaminato le aree cerebrali colpite da ansia cronica, paura e stress. Gli studi hanno analizzato le aree cerebrali sia negli animali che negli esseri umani.

I ricercatori hanno analizzato i neurocircuiti della paura e dell’ansia (amigdala, corteccia prefrontale mediale ed ippocampo) che sono colpite durante l’esposizione a stress cronico.
Da questa analisi è emersa una simile alterata attività cerebrale sia per paura ed ansia cronica che per lo stress persistente.
Si è rilevato, in particolare:
• l’iperattivazione dell’amigdala (area associata alle risposte emotive)

• l’iperattivazione della corteccia prefrontale mediale (area deputata al pensiero e alla regolazione della risposta emozionale)

• atrofia dell’ippocampo (area che regola la memoria a lungo termine e l’orientamento spaziale)

I ricercatori hanno concluso che la sovrapposizione tra i neurocircuiti cerebrali di ansia, stress e paura spiega il legame tra lo stress cronico e lo sviluppo di disturbi come la depressione e l’Alzheimer.
Stati prolungati d’ansia e lo stress cronico possono danneggiare il cervello.
Tuttavia, gli autori ritengono che tale danno può essere reversibile se trattato con terapie farmacologiche,interventi di psicoterapia ed attività fisica. Tali interventi, infatti, sembrano incrementare la neurogenesi ippocampale.