INSIDE OUT al cinema a lezione di emozioni

Inside Out è il nuovo film animato della Pixar, in questi giorni proiettato in tutte le sale cinematografiche italiane.

Il film segue il vissuto emozionale di Riley, undicenne del Minnesota che, da una vita felice ed appagante, deve affrontare il trasferimento con i suoi genitori a San Francisco. Per la prima volta Riley incontrerà delle difficoltà nella sua vita e la consapevolezza delle sue emozioni la aiuteranno ad affrontarle.

Ciò che rende unico e particolare questo film è che le emozioni vengono rappresentate dall’interno, direttamente nel cervello della protagonista, come mai era stato fatto fino ad ora.

Nella mente di Riley, infatti, si trova una console emozionale governata da cinque emozioni primarie: Rabbia, Gioia, Tristezza, Paura e Disgusto. Ognuna di loro è rappresentata magistralmente, mettendo in risalto le loro peculiarità.

Rabbia è rossa, collerica, con una predilezione per le parolacce e sempre pronta alla rissa.

Gioia è luminosa, variopinta, positiva ed intraprendente.

Tristezza, invece, è blu ed è sempre malinconica e sfiduciata.

Poi ci sono Paura, viola e timorosa di ogni cosa, e Disgusto, verde e svogliata.

Alla guida della console c’è Gioia, la più propositiva di tutte le emozioni, che è intenzionata a mantenere Riley in una costante ed imperturbabile felicità. A renderle il lavoro difficile è Tristezza, che si ostina a voler partecipare attivamente alla conduzione della console emotiva.

Nel film sono rappresentati adeguatamente anche i meccanismi della memoria a breve e a lungo termine.

Spunti interessanti. In questo lungometraggio si affronta efficacemente il tema delle emozioni e di come queste siano fondamentali nella nostra vita.

Negli ultimi anni la ricerca neuroscientifica ha dimostrato come, ancor prima di elaborare una comprensione “razionale” del mondo, ognuno di noi costruisce un significato pre-riflessivo su base affettiva.

Dunque, il modo in cui ci si emoziona determina il modo di fare esperienza ed orienta le scelte future.

Essere consapevoli di sé stessi e del proprio modo di emozionarsi, “lavorare” per trovare ogni giorno un proprio equilibrio emotivo, è la responsabilità a cui tutti noi siamo chiamati per raggiungere e mantenere uno stato di benessere.

Perché vederlo. Inside Out ha il pregio di spingere ad importanti riflessioni utilizzando una comunicazione visiva efficace, l’animazione, ed un linguaggio semplice ma non banale.

Attraverso tanti momenti comici e qualche attimo di commozione, il film spiega allo spettatore come tutte le emozioni siano ugualmente importanti. Ognuna di loro ha una specifica e fondamentale funzione, anche la Tristezza.

E qui sta un altro aspetto geniale e coraggioso del film: in una cultura, la nostra, in cui la tristezza è ormai considerata sinonimo di debolezza, un’emozione “pericolosa” o addirittura “dannosa” per noi stessi e la società, la Pixar ne rivendica la sua funzione.

E così, nel film, proprio la tristezza sarà chiamata a ristabilire l’equilibrio nel turbine emozionale di Riley.

La tristezza viene delineata nella sua funzione fondamentale: l’elaborazione di un evento spiacevole.

In caso venga accolta anziché negata, questa emozione può permetterci di “guardarci dentro”, di elaborare il nostro vissuto e di spingerci verso un cambiamento. La tristezza rende consapevoli ed ha un’azione “riparatoria” del dolore: un percorso necessario per la crescita personale di ciascuno di noi.

Dunque, la visione di Inside Out può essere considerata un’efficace lezione sulle emozioni che esorta ad abbandonare ogni tentativo di negazione delle “emozioni negative” a favore di una maggiore accettazione del proprio vissuto emotivo e di quello altrui.

Non esistono, infatti, emozioni “giuste” o “sbagliate”. Esiste solo il nostro sentire che è la peculiarità del nostro essere umani.