Dipendenza affettiva: quando l’amore diventa un problema

L’amore è il più forte dei sentimenti, quello che smuove il più alto investimento emotivo e coinvolge gli aspetti più intimi e viscerali del nostro essere.

L’amore rappresenta uno dei temi maggiormente affrontati da sempre nella storia umana. Dalla letteratura, alla musica, all’espressione artistica, alla scienza, si è sempre parlato e cercato di dare una definizione dell’amore.

Ma l’amore ha tante sfaccettature e, soprattutto, ha un significato personale legato al vissuto soggettivo di ognuno di noi, che rende difficoltosa la sua definizione.

Come è possibile, quindi, distinguere da un attaccamento sano da uno disfunzionale?

L’amore è un sentimento universale e necessario per gli esseri umani, che implica un attaccamento funzionale agli altri.

La dipendenza affettiva, invece, è una condizione disfunzionale che è caratterizzata da una necessità e da un desiderio dell’altro quasi ossessivi. Dal punto di vista comportamentale si traduce nel mettere in atto pattern relazionali problematici, contraddistinti dalla continua e assidua ricerca di vicinanza, nonostante la consapevolezza delle conseguenze negative che tale comportamento può scaturire.

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L’amore e la Psicologia

In psicologia l’amore viene considerato il sistema motivazionale che costituisce la base dell’azione umana e che risponde al bisogno dell’essere umano di relazionarsi e di avere una vita affettiva soddisfacente.

Vengono identificati sette diversi tipi di espressione amorosa:

  1. Simpatia: caratterizzata da confidenza, calore, da una intimità tipica dei rapporti di amicizia;
  2. Infatuazione: tipico dell’amore a prima vista, dove sono presenti la passione e l’idealizzazione dell’altro;
  3. Amore vuoto: è un amore contraddistinto dalla routine e dall’assenza di dialogo. Può essere l’evoluzione di matrimoni o di relazioni che durano da molto tempo e che vengono portati avanti solo per il vincolo coniugale, o vincoli sociali e familiari;
  4. Amore romantico: è forse quello più raccontato dalla letteratura e dalla cinematografia, è caratterizzato da intimità e passione, da vicinanza e attrazione, ma è assente una reale progettualità;
  5. Amore fatuo: è un amore basato fortemente dalla passione, da cui si è travolti, ma alla base non c’è una conoscenza emotiva profonda. In questi casi è possibile arrivare presto a realizzare un progetto di vita comune ed avere dei figli poco dopo essersi conosciuti, seguendo la forza della sola attrazione;
  6. Amore amicizia: è tipico delle relazioni durature, dove la passione può spegnersi a favore di una intimità più profonda e meno travolgente, ma resta una forte condivisione relazionale ed affettiva;
  7. Amore vissuto (intimità + passione + decisione-impegno): è l’amore che potrebbe essere definito completo, in cui sono presenti la passione, l’intimità, la condivisione e l’impegno reciproco. E’ difficile farne esperienza e, soprattutto, mantenerlo nel corso del tempo.

La dipendenza in amore

E’ normale, soprattutto all’inizio di una relazione amorosa, che tra le persone coinvolte ci sia un certo grado di dipendenza. Tale dipendenza, infatti, favorisce la costruzione di una intimità e di una conoscenza che rappresenterà la base solida della relazione.

Nella fase dell’innamoramento l’attenzione è focalizzata sull’oggetto d’amore. La vita viene riorganizzata cambiando le proprie priorità, aumentano l’energia e le sensazioni di euforia. Sono presenti anche sbalzi d’umore, un forte desiderio e possessività sessuale, pensieri ossessivi sull’altro, e grande motivazione ad instaurare e mantenere il legame.

Questi vissuti, generalmente, vanno a stabilizzarsi nel corso di consolidamento della relazione quando si approfondisce la conoscenza e si costruisce una relazione intima e di fiducia.

Quando, invece, le caratteristiche più dipendenti diventano rigide e vengono vissute come necessità assolute, il rischio è di cadere nel versante più disfunzionale del rapporto amoroso: quello relativo alla dipendenza patologica.

La dipendenza affettiva

La dipendenza affettiva consiste, dunque, in un modello disfunzionale di relazione amorosa che porta a un livello di sofferenza psicologica e di angoscia elevati.

Generalmente, sono presenti:

  • sensazioni da “sindrome da astinenza” per l’assenza o la distanza della persona amata, caratterizzata da significativa sofferenza e un bisogno compulsivo dell’altro;
  • investimento notevole, in termini di tempo, nella relazione (sia vissuti in compagnia del partner sia nel pensiero);
  • Riduzione o annullamento di importanti attività sociali, professionali o di svago che venivano seguite prima dell’inizio della relazione;
  • Costante desiderio o sforzo di controllare la propria relazione;
  • Ricerca della relazione, nonostante l’esistenza di problemi all’interno della stessa;
  • Esistenza di difficoltà di attaccamento, che possono manifestarsi:
  • con ripetute relazioni amorose magnificate, senza alcun periodo di attaccamento durevole;
  • con ripetute relazioni amorose dolorose.

Cosa fare

Riconoscere di avere un problema nel vivere e rapportarsi alle relazioni affettive rappresenta, sicuramente, il primo ed importante passo.

Superare la dipendenza affettiva ed imparare a vivere in maniera serena e soddisfacente l’amore è possibile.

Un buon percorso di psicoterapia permette di affrontare e superare quei meccanismi che generano sofferenza. Questo implica, sicuramente, il mettersi in discussione, accettare i propri limiti, riconoscere che la propria autostima e valore di sé dipendono totalmente dalla presenza dell’altro. In psicoterapia è possibile affrontare questi stati dolorosi per spingere ad un cambiamento. Non è sicuramente un percorso semplice, ma può portare a scoprire che l’amore non è paura e dolore ma incontro tra due persone di eguale e prezioso valore: io e l’altro.